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Georgia: 14 anni dall’aggressione russa, Mosca continua a occupare illegalmente Abkhazia e Tskhinvali.

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8 agosto 2008: le truppe russe mentre si muvono verso Tskhinvali, capitale sudosseta.
Sono passati 14 anni dall’aggressione russa nei confronti della Georgia che ha portato all’invasione militare dello stato sovrano: la Federazione russa continua tuttora a occupare illegalmente i due regioni della Georgia – Abkhazia e Tskhinvali (“Ossezia del Sud”) e violare i suoi obblighi internazionali, rifiutandosi attuare appieno l’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008 mediato dall’Ue. E’ quanto si legge in una nota dell’ambasciata georgiana in Italia. La Russia rafforza la sua presenza militare illegale nei territori occupati e intraprende i passi verso la loro annessione di fatto. Le forze armate russe continuano l’installazione delle recinzioni di filo spinato e delle altre barriere artificiali lungo la linea dell’occupazione – la linea che viene regolarmente spostata verso il territorio controllato dal governo georgiano. Nelle regioni occupate vengono violati diritti umani fondamentali, quali il diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno, il diritto alla proprietà e il diritto di accesso all’istruzione nella lingua materna; continuano a registrarsi detenzioni illegali e sequestri di persona. L’impunità nei casi di privazione della vita di Davit Basharuli, Giga Otkhozoria e Archil Tatunashvili aumenta il rischio di ulteriori violenze su base etnica.

In seguito a diverse ondate di pulizia etnica, centinaia di migliaia di sfollati interni e profughi espulsi con la forza dai territori georgiani dell’Abkhazia e della regione di Tskhinvali (“Ossezia del Sud”) continuano a essere privati del loro diritto fondamentale a un ritorno sicuro e dignitoso alle loro case. In questo contesto, il libero accesso sul territorio ai meccanismi internazionali di monitoraggio dei diritti umani e l’istituzione di meccanismi di sicurezza internazionali sul campo, nonché l’accesso della missione di monitoraggio dell’Ue in Abkhazia e nelle regioni di Tskhinvali, che è ostacolato dalla forza di occupazione, diventa ancora più cruciale. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21 gennaio 2021 sulla guerra russo-georgiana del 2008 è stato un evento cruciale. La Corte ha riconosciuto il fatto dell’occupazione e del controllo effettivo sulle regioni georgiane dell’Abkhazia e di Tskhinvali da parte della Federazione Russa. Pertanto, la Russia è stata ritenuta responsabile per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali sul campo. Questa decisione, che è la prima valutazione giuridica della guerra russo-georgiana del 2008, rivela l’inutilità degli sforzi di lunga data della Russia per evitare la responsabilità per l’occupazione militare delle regioni georgiane e le sue conseguenze.

La Georgia continua inequivocabilmente l’attuazione della politica di risoluzione pacifica del conflitto russo-georgiano ed è determinata a utilizzare gli strumenti diplomatici e legali e a continuare una stretta cooperazione con i suoi partner internazionali per garantire l’unificazione e lo sviluppo pacifico del paese, facilitare il rafforzamento della fiducia tra le comunità divise per linea di occupazione e creazione di un futuro europeo comune. La Georgia è grata per il costante sostegno della comunità internazionale, l’Italia compresa, alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia e apprezza molto il contributo dei partner internazionali nella soluzione pacifica del conflitto russo-georgiano. Questo sostegno è particolarmente cruciale oggi quando, con la sua aggressione militare contro l’Ucraina, la Federazione Russa continua a ignorare i principi e le norme fondamentali del diritto internazionale e mina l’intera sicurezza europea.

Il ministero degli Affari esteri della Georgia invita la Federazione russa a cessare le azioni illegali e provocatorie contro la Georgia, a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia, a adempiere agli obblighi derivanti dall’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008 mediato dall’UE, a ritirare le sue forze dal territorio della Georgia e revocare la decisione illegale sul riconoscimento della cosiddetta indipendenza delle regioni occupate. Il ministero degli Affari Esteri della Georgia fa appello alla comunità internazionale affinché prosegua gli sforzi consolidati per porre la fine all’occupazione militare dei territori georgiani, per ottenere una soluzione pacifica del conflitto, il ritorno degli sfollati interni e dei rifugiati alle loro case e garantire la pace e la sicurezza in Georgia e nella regione nel suo insieme.
 

09/08/2022

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