Tbilisi

Tbilisi (თბილისი) ha percorso molta strada dalla Rivoluzione delle Rose del 2003, che fece cadere il governo postsovietico di Shevardnadze. All’eterno fascino della sua suggestiva posizione nella profonda valle del rapido fiume Mtkvari, degli edifici pittoreschi, di una scena artistica e culturale effervescente, e dell’affidabile stile di vita georgiano, il XXI secolo ha aggiunto una nuova dimensione a Tbilisi, con caffè e ristoranti accoglienti e in continua evoluzione, sistemazioni moderne che spaziano dagli ostelli ai cinque stelle con standard di livello internazionale, bar e discoteche alla moda, e ancora musei, gallerie d’arte, parchi, piazze e intere vie riqualificate. nonchè trasporti efficienti e qualche edificio contemporaneo decisamente inisuale. Tutto ciò rende questa città molto più facile e divertente da visitare e da vivere rispetto a una decina di anni fa.

L’antica Tbilisi, però, non è scomparsa. Il centro storico, situato nel punto più stretto della valle, ricorda i crocevia eurasiatici del passato nei suoi vicoli tortuosi, tra case con balconi, piazze alberate e chiese bellissime, sulle quali incombe la Fortezza di Narikala, risalente al XVII secolo. I quartieri vicini al centro ricordano gli antichi borghi con stradine strette, negozietti e un’atmosfera raccolta, e le bancarelle che affollano i marciapiedi intorno alle stazioni della metropolitana vendono frutta, verdura, formaggi e frutta secca che arrivano direttamente dalla campagna.

Le stazioni degli autobus sono rimaste com’erano negli anni ’30, ma non si può avere tutto, e con il suo insieme di antico e moderno Tbilisi rimane il cuore pulsante del Caucaso meridionale ed è una meta imperdibile per tutti i visitatori.

Storia

I primi insediamenti nella zona di Tbilisi risalgono a più di 6000 anni fa, ma i georgiani amano la leggenda secondo la quale la città sarebbe stata fondata nel V secolo d.C. dal re Vakhtang Gogasali di Kartli. Durante una battuta di caccia il re vide un cervo ferito cadere in una sorgente sulfurea e uscirne miracolosamente guarito. In realtà Gogasalli riuscì a strappare la città ai persiani e vi trasferì la capitale del suo regno, che fino allora, era stata Mtskheta. Tuttavia non c’è dubbio che il nome di Tbilisi deriva dalle sue magnifiche sorgenti termali infatti il terminie georgiano tbili significa ‘caldo’.

La posizione della città, su un importante attraversamento del fiume Mtkvari e lungo le antiche rotte commerciali tra Asia ed Europa, è sempre stata uno dei suoi punti di forza. Nel 645 gli arabi la conquistarono e Tbilisi fu un emirato per quattro secoli fino al 1122, quando il re georgiano Davit Aghmashenebeli (David il costruttore) ne fece la capitale della Georgia unificata, edificando un palazzo nei pressi della Chiesa di Metekhi. Davit invitò artigiani e mercanti armeni a trasferirsi a Tbilisi, e i loro discedenti mantennero una posizione di spicco in città fino al XX secolo. Durante il regno di Davit e di una sua pronipote, la regina Tamar, Tbilisi divenne una città multietnica con 80.000 abitanti, nota per la produzione di armi, gioielli, cuoio e abiti da seta. Questo periodo incredibile terminò in maniera violenta com l’arrivo dei mongoli nel 1235. Nei secoli seguenti Tbilisi fu devastata dalla peste e occupata da Timur (Tamerlano), che la distrusse nel 1386).

La città si riprese lentamente nei secoli XVII e XVIII sotto la dominazione persiana, e nel 1762 divenne la capitale del regno semi-indipendente della Georgia orientale, governato da Erekle II. Salito al trono grazie all’appoggio della Russia, ilr re georgiano fu attaccato dal khan Agha Mohammed quando lo zar, in guerra contro la Turchia, ritirò le sue truppe. Nel 1795 ebbe luogo l’ultimo e più devastante assalto persiano a Tbilisi, in cui perirono decine di migliaia di persone e la città fu rasa al suolo. La Russia annettè la Georgia nel 1800 e ricostruì Tbilisi come una città imperiale, con ampi viali e piazze. Nel 1899 Tbilisi contava una popolazione di 172.000 persone, composta per un terzo da armeni e per metà da georgiani e russi.

L’epoca sovietica coincise con un periodo di forte crescita per la città, grazie all’afflusso di numerosi georgiani nelle campagne. Tbilisi divenne  un centro di opposizione al regime sovietico e un vero e proprio campo di battaglia durante la guerra civile scoppiata dopo la dichiarazione d’indipendenza nel 1991. Gli anni ’90 furono un periodo buio, anche letteralmente per via delle frequenti interruzioni di corrente, con standard di vita in drastico calo e corruzione e crimine dilaganti. Dopo la rivoluzione delle Rose del 2003 la criminalità è quasi del tutto scomparsa e la capitale della Georgia è divenuta oggetto di numerosi investimenti e riqualificazioni.

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